venerdì 14 settembre 2012

Trovare lavoro a 50 anni

Questo è un articolo di un pò di tempo fa, ma attualissimo soprattutto oggi.
Per molti può essere utile.

sabato 20 agosto 2011

Questo è il potere - di Paolo Barnard - NEXUS Edizioni

Da NEXUS , rileggo con piacere , e condivido qui sul mio Blog, questo bell'articolo di Paolo Barnard. Mai , come oggi, lo sento attuale e veritiero. Ci puo' aiutare a capire meglio la crisi che stiamo passando... Leggetelo...

Questo è il potere - di Paolo Barnard - NEXUS Edizioni

Samsung to Develop Bada after Google-Motorola Deal

 BADA Samsung’s Chairman Lee Kun-hee has instructed his executives to improve their Bada mobile platform in order to compete against Apple’s iOS as well as survive Google’s purchase of Motorola. This is according to reports coming from the local media in Seoul, South Korea.


Last month, Lee told Samsung managers to improve their patent pools, talent and software. It includes looking for opportunities for acquisitions and mergers as to build up its software development skills. Its chairman wants them to improve Bada as Google announced its acquisition of Motorola Mobility.
Chairman Lee met with vice chairman Choi Ji-seong, wireless division chief Shin Jong-kyun, home appliances division vice president Hong Chang-wan, image display division head Yoon Bu-keun, and IT solution division vice president Nam Seong-woo. He briefed them how Google’s merger with Motorola Mobility will affect their business.
Samsung is a hardware manufacturer but it started developing the Bada mobile software platform last year to power its Wave smartphone line. It was the company’s attempt to upgrade its feature phones into smartphones that are capable of running Samsung Apps.
Samsung’s phones that run on Bada platform are more successful than Microsoft’s Windows Phone 7. It sold 3.5 million Bada phones in the first quarter of 2011 and 4.5 million in the second quarter. Windows Phone 7 sold just 2.5 million units in the first quarter and 1.5 million in the second quarter.

martedì 26 luglio 2011

Viviamo nella incapacita'

Ieri sera ho visto lo sceneggiato Il Sorteggio, su RAI 1, con Beppe Fiorello.
Al di la della recitazione , e dalla interessante sceneggiatura, mi viene da pensare, anzi, da ripensare , ai fatti raccontati: Il primo processo contro esponenti delle Brigate Rosse, che segno', indubbiamente, un duro colpo alla organizzazione creata per "indicare il cammino per il raggiungimento del potere, l'instaurazione della dittatura del proletariato e la costruzione del comunismo anche in Italia.

Gli anni '70 furono una escalation di avvenimenti, nelle fabbriche, all'interno dei movimenti sindacali, e nella Societa' tutta, che colpirono il nostro Paese.
Senza correre il rischio di essere frainteso, condannavo, da giovane minorenne , allora, questo tipo di lotta politica, e la condanno tutt'oggi.  Troppo sangue, troppa violenza, e troppe ingiuste condanne verso esponenti dello Stato e dei Sindacati. 
La classe operaia aveva bisogno , allora, di uno scossone; di qualcuno che li aiutasse a migliorare il loro status sociale, e le condizioni di vita e lavoro.
Ma la lotta delle Brigate Rosse, purtroppo, fu completamente sbagliata.
Non nella sostanza: del resto , gente come Curcio, Franceschini, Moretti, e cosi' via, ideologi e propugnatori di un pensiero politico coscienzioso e lucido, l'avevano vista giusta: bisognava contrapporre , allo Stato, una forza intelligente, di pensiero, appunto, che coinvolgesse gli strati bassi della classe operaia, la portasse ad un livello paritario (se non dittatoriale, secondo la logica del pensiero marxista) con la Classe dei Padroni.


Il loro errore fu quello di adottare un metodo completamente sbagliato.
Purtroppo, le idee, le ideologie, non sempre si tramutano in azioni concrete e sensate.  E la tomba dell'ideologia si delineo' ben presto nella lotta armata, quell'incredibile incalzare di azioni criminali che sconvolse il Paese, e che culmino' col rapimento e la morte di Aldo Moro.

Purtroppo, di quel periodo, ci rimane il piombo dei proiettili, il sangue versato, la violenza e il terrore.

Poco ci e' rimasto di piu'.  E mi viene da pensare: cui prodest?  A chi e' servito tutto questo?

Ci ritroviamo , oggi, la condizione sociale che ci siamo meritati?  
Di certo le Brigate Rosse non potevano pensare che , quarant'anni dopo, il Paese si potesse trovare come siamo oggi.  Ma non e' certo per merito di quelle azioni che oggi ci ritroviamo una classe politica insensata, e incapace.   Cosi' come non e' colpa nostra se ci ritroviamo con una classe Dirigente inetta e incapace...  Viviamo nella incapacita'.

Ma il Popolo, il proletariato, da sempre, trova al suo interno le forze per ribellarsi a tutta questa incapacita'.
O no ?